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| Ernaldo Emerson Gattafoni Intervista |
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DA UNA INTERVISTA
Emerson e Valeria, possiamo affermare senza possibilità di smentita che il vostro è il connubio "on the road" meglio riuscito della TV. Passione per i viaggi, per le moto, e tanto altro... ci potete svelare il vostro segreto?
Grazie per il complimento, ci lusinga molto e ci riempie di gioia. Il segreto? E' solo uno: la verità. Abbiamo sempre puntato sulla verità del nostro prodotto con un grande e profondo rispetto per il nostro telespettatore. La televisione ha un enorme potere e noi siamo tra coloro che ritengono che bisogna entrare in casa della gente in punta di piedi, chiedendo sempre il permesso in maniera educata e soprattutto raccontando la verità. Niente finzioni, farse, inutili eroismi e protagonismi. Così, ciò che si vede in Dreams Road è ciò che avviene nei nostri viaggi, o meglio, è esattamente ciò che vogliamo raccontare: il viaggio che, come diceva Chatwin, " non solo allarga la mente: le dà forma", il sogno, la straordinaria libertà delle "due ruote" e la conoscenza di un mondo che non tutti hanno la fortuna e l'opportunità di conoscere. Tutto qui. In questi ormai 10 anni di Dreams Road, abbiamo riscontrato che il nostro pubblico, oltre ad essere meraviglioso, ha capito e continua ad apprezzare il nostro intento.
L'ultima serie di Dreams Road va attualmente in onda il sabato pomeriggio su Rai Uno. Un lungo viaggio in sella che vi ha condotto attraverso alcuni dei territori più suggestivi di America Latina, Spagna e Usa. Tra quelli effettuati negli anni, qual è il viaggio che vi è rimasto maggiormente nel cuore?
Nel cuore tutti, ognuno con le sue incredibili diversità! Ogni volta che rientriamo da un viaggio, ci piace pensare che il viaggio ancor più bello sarà il prossimo... questo è il "motore" per non fermarsi mai e continuare ad avere lo stesso entusiasmo per emozionarsi, per regalare e ricevere emozioni, per continuare a sognare cercando di trasmettere lo stesso entusiasmo a chi ci segue in tv.
Immagino che lo sappiate: il 99% di coloro che vi vedono scorrazzare in moto lungo le strade più belle del Pianeta provano un immediato sentimento d'invidia. Eppure, chi viaggia "per mestiere" lo sa perfettamente: è più dura di quanto non sembri; insomma, vietato improvvisare. Voi come preparate i vostri viaggi?
Sappiamo di essere invidiati ed è del tutto naturale e plausibile. Ma tutto ciò che si vede è solo la piccola parte di un lungo ed impegnativo lavoro. La nostra struttura non è grande e la pianificazione, l'organizzazione d'appuntamenti, interviste o riprese in luoghi che esigono autorizzazioni particolari, oltre alla produzione e post-produzione televisiva, richiedono molto tempo, dedizione, professionalità e poche improvvisate.
Poi c'è il viaggio. Viaggiare, a bordo di motociclette, per 7 mesi all'anno è abbastanza impegnativo e soprattutto richiede disciplina. Viaggiamo 8-10 ore al giorno percorrendo di media 400-500 km tutti i giorni per mesi: quindi bisogna essere sempre concentrati...la strada non perdona distrazioni! Viaggiamo quasi sempre soli, senza troupe al seguito, quindi dobbiamo contare solo su noi stessi, viaggiando, documentando e rispettando i serrati tempi imposti. E' quindi importante essere in forma, stare bene sia fisicamente, sia mentalmente. Risultato: a letto presto, alimentazione corretta, niente alcolici, niente serate mondane, niente colpi di testa...insomma un regime quasi da caserma! Poi c'è la parte di post-produzione in Italia, in studio: tra un viaggio e l'altro impostiamo il montaggio, scriviamo testi, finalizziamo il lavoro, definiamo l'organizzazione del prossimo viaggio, già avviata in precedenza e, in un batter d'occhio, è già ora di ripartire per la nuova meta e di tornare in sella.
Alla fine del 2007 siete stati protagonisti dell'avventura RoadWay For Africa (www.roadwayforafrica.com), un'importante iniziativa benefica che vi ha portato ad incontrare situazioni e realtà molto difficili. Cosa vi ha lasciato quell'esperienza? Avete in programma altre iniziative simili per il futuro?
Roadway for Africa è stato la realizzazione di un grande sogno. Aiutare chi ha bisogno di cure mediche, portare speranza e solidarietà ai più vulnerabili e riuscire a farlo nel nostro stile: "on the road". Abbiamo acquistato la Clinica Mobile dal Dottor Costa, per la precisione la Clinica Mobile n. 3, l'abbiamo attrezzata, riempita di farmaci e di tutto l'occorrente sanitario e l'abbiamo portata in Africa e donata al Ministero della Sanità del Senegal. Un grande progetto ed un grande viaggio! Oggi il nostro Ospedale Viaggiante è in grado di muoversi e fornire cure sanitarie alle popolazioni rurali. Un progetto faticoso dal punto di vista organizzativo, ma senza dubbio riuscito! Roadway for Africa ci ha insegnato molto e ci ha lasciato una grande energia per pensare ad un nuovo progetto umanitario che abbiamo intenzione di realizzare tra il 2010 e 2011.
Emerson, la leggenda narra che uno dei tuoi primi viaggi, da ragazzo, ti vide partire in sella ad un motorino destinazione Marocco. Oggi conservi ancora lo stesso entusiasmo al momento di intraprendere una nuova avventura o con gli anni è cambiato qualcosa?
Nel 1976 dopo una rovinosa caduta nel circuito di Imola dove ne uscii malandato, decisi di acquistare un ciclomotore CIAO, lo attrezzai di tutto punto e partii per un raid in solitario Pesaro-Marrakech-Pesaro. Bella sfida, viaggio pazzesco... ma che fatica! Ho pedalato come un matto... su e giù per le montagne di Italia-Francia-Spagna e Marocco. Da quel lontano 1976 non ho più abbandonato la strada e le 2 ruote: sono state entrambe la mia Università di conoscenza. Fortunatamente ancora oggi provo le stesse emozioni di ieri quando mi preparo ad affrontare un lungo viaggio, anche se da oltre 25 anni il viaggio è diventato anche la mia professione.
Giovedì 14 aprile alle ore 17.30 a Palazzo Montani Antaldi si svolgerà la ventiquattresima edizione del premio Circolo della Stampa. Quest'anno saranno in quattro i pesaresi che si sono distinti nell'arte e nella cultura.
L'associazione consegna un premio a personalità dell'arte, della cultura, della musica e dell'imprenditoria che si sono particolarmente distinti in Italia e nel mondo. Quattro i premiati di quest'anno, un riconoscimneto va ad Anna Maria Benedetti, storica dell'arte, che ha saputo diffondere l'arte e la cultura con conoscenza e semplicità, Silvio Cattarina, direttore delle comunità per giovani L'imprevisto e Il Tingolo, per l'entusiasmo che diffonde nel compiere il suo lavoro, Marco Tamino, architetto, per la sua importante attività ed Emerson Gattafoni, personaggio pesarese protagonista di numerose trasmissioni RAI e conduttore di "dreams road", sempre in giro per le strade del mondo con la sua inseparabile moto, perchè ha portato il nome di Pesaro nel mondo.
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