
SALUTO DI BENVENUTO DEL DIRETTORE
Pregiatissimi Professori, cari Alunni, è con sincera emozione che do a tutti voi e a ciascuno di voi il personale benvenuto.
Benvenuti agli alunni delle classi prime dell'Istituto Tecnico Industriale e dell'Istituto Professionale Industria e Artigianato. Ad essi rivolgiamo davvero un grande augurio per un inizio di anno scolastico. Essi hanno fatto scelte che vanno cercando una conferma. Per chi è qui da qualche anno si tratta di riprendere "il cammino" personale e comunitario dell'impegno scolastico. Per tutti si tratta di un "cammino", sì di un cammino che abbiamo scelto. Abbiamo seguito alcune indicazioni, quelle delle nostre famiglie, dei nostri amici, ma anche le indicazioni profonde emerse dalla ricerca personale delle nostre attitudini, delle attese per il futuro, delle speranze per una prospettiva sicura per la nostra vita.
E' meraviglioso per noi insegnanti ritrovarvi lungo il "cammino" per percorrerlo insieme. Sì non siete solitari camminatori lungo il percorso della vostra vita ma vedete quanti siamo lungo la strada, è una compagnia, uno sciame di gente, un popolo che si muove con voi, con voi ci siamo noi, con voi ci sono le vostre famiglie e tutti quanti vi sono davvero vicino. Insieme, insieme, insieme siamo qui provenienti da tanti paesi, con mille speranze, qualche timore, ma soprattutto con un desiderio, un sentimento positivo sulla realtà. Ragazzi vi assicuro io personalmente e insieme con me tutti gli educatori che la scoperta più importante sulla quale tutti siamo chiamati, lungo il percorso della nostra vita, è la scoperta del bene, la scoperta che la realtà ci riserva cose buone, cose positive, un futuro sicuro. Così è stato per me da giovane come voi e per tanti altri. Il cammino certamente non è così "scontato", presenta sentieri talvolta facili e agevoli, altre volte scoscesi e impervi. Ma le nostre esperienze di "camminatori più esperti" vi assicurano che veramente vale la pena vivere fino in fondo il percorso da voi scelto. Mons. Trasarti, nostro Vescovo, ieri sul giornale scriveva rivolgendosi a voi: "La vostra vita si gioca anche dentro la scuola e non solo fuori di essa. Voglio dire che vi è il rischio di vivere gli anni dello studio solo come freddo dovere da assolvere. Ricordatevi che nei banchi di scuola va portata la vita e nella vita lo studio appreso a scuola".
A te dunque che mi ascolti dico, fidati, sì fidati di questi insegnanti che hai, fidati dei passi sicuri che come "camminatori più esperti" ti suggeriamo. Ricordati, noi non ti obblighiamo a seguire i nostri passi, non ti spingeremo a seguire le nostre orme se a te appaiono "passi falsi", noi però ti suggeriamo dei passi, ti suggeriamo di vivere questa esperienza di studio, di confronto, di scoperta e di ricerca della Verità, di ricerca e scoperta di te stesso, ti proponiamo un confronto con la mia, la nostra esperienza di educatori pronti qui ad aiutarti. Perché?
Perché attraverso la fatica del cammino, solo fatta insieme, tu possa scoprire "la chiave" che da significato all'esperienza umana delle cose che ti circondano. Così è capitato a me negli anni delle superiori, una tempesta di domande che hanno cominciato a interrogare dal profondo la mia vita per cercare, non lontano, ma da vicino le cose che vivono dentro di me. Un uomo vissuto duemila anni fa disse ad un suo alunno: "l'uomo buono tra fuori il bene dal tesoro del suo buon cuore". E' questa capacità nuova di lettura della realtà che ci potrà rendere tutti camminatori esperti per sentieri che portano sicuramente alle vette più alte evitando i precipizi franosi della vita.
Vale dunque davvero vivere questa esperienza perché fa parte della vita, ed è una esperienza bella di vita. Così voglio terminare con le parole di Gibram "il Profeta". Qualcuno va ripetando alla vostra vita che esse è tenebra, stanchezza, noia,. No!
"E io vi dico che la vita è davvero tenebra solo se non c'è slancio. E ogni slancio è cieco quando non c'è conoscenza, E ogni conoscenza è vana se non c'è il lavoro, E ogni lavoro è vuoto se non c'è l'amore; E, quando lavorate con amore, legate voi a voi stessi, vi legate gli uni agli altri, e tutti a Dio."
Ecco, davvero buon inizio di scuola a tutti!
Fano, 15 settembre 2008 prof. Roberto Giorgi
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