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DON LUIGI ORIONE

FANO


Istituto Tecnico Industriale Don Luigi Orione Fano: Aggiornato il 08 ottobre 2018


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STORIA DI UN SANTO:
DON LUIGI ORIONE

 

Luigi Orione nacque a Pontecurone (AL), il 23 giugno 1872, da umili genitori. Chierico poco più che ventenne, cominciò ad interessarsi dei ragazzi poveri e per loro aprì un collegio nel rione di San Bernardino, a Tortona (1893). Fu quello l'inizio di un lungo cammino che ha portato Don Orione per le strade del mondo a diffondere gli aiuti spirituali e materiali provenienti dalla ricchezza della Divina Provvidenza e del suo cuore senza confini.

Per realizzare quanto il suo amore per Cristo e per i poveri andava progettando, cominciò a raccogliere attorno a sé collaboratori che diedero origine alla prima delle famiglie religiose, i Figli della Divina Provvidenza.
Ben presto sorsero accanto ai Sacerdoti, anche gli Eremiti ciechi e vedenti e i Fratelli coadiutori, quindi le Piccole Suore Missionarie della Carità (1915), poi le Sacramentine non vedenti, fino alla recente apertura della Comunità delle Suore contemplative. Coinvolse numerosi Laici nel suo apostolato della carità. Insieme formano quella che fin dagli inizi Don Orione chiamò la Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Nato e vissuto nella povertà, a contatto con tante ingiustizie sociali e in un mondo che andava scristianizzandosi, alzò la bandiera della carità di Cristo. Giustamente di lui Papa Giovanni XXIII ha osservato: “La sua carità andava oltre i limiti normali. Era convinto che si potesse conquistare il mondo con l’amore”.
Sempre pronto alla chiamata del Signore, si lanciò con entusiasmo e coraggio ponendo ogni sua fiducia nella Divina Provvidenza. Si prodigò con tutte le sue forze nei terremoti di Reggio e Messina (90.000 morti nel 1908) e della Marsica (30.000 morti nel 1915) scrivendo pagine di eroismo umano e religioso. Portò la sua opera caritativa ed il suo zelo per la Chiesa da un capo all'altro d'Italia, ovunque erigendo scuole, chiese e soprattutto case per i poveri e i bisognosi, a tutti annunciando il Vangelo di Cristo.


Sito ufficiale della PICCOLA OPERA DELLA DIVINA PROVVIDENZA


Rivista del mensile "Don Orione Oggi"
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La sua opera si è propagata in Europa, nelle due Americhe - ove egli fece due viaggi missionari, nel 1921-1922 e nel 1934-1937 - e poi in Africa e recentemente nei Paesi dell'Est europeo, nelle Filippine, in Giordania, in Messico e altrove.

Don Orione ebbe l’istinto della comunicazione: fu predicatore affascinante e duttile ad ogni uditorio; esercitò come pochi l’apostolato della penna, soprattutto quello della corrispondenza ordinaria incisiva nei cuori e negli orientamenti di persone di ogni ceto; aprì tipografie, diffuse riviste e foglietti; nel 1931 costituì il primo Ufficio stampa; egli stesso parlò più volte alla Radio; solcò i mari, viaggiò in aereo dall’Argentina al Cile.
"Il folle di Dio", l'ha definito il biografo Pronzato, mentre Papa Luciani ha riconosciuto in lui "lo stratega della carità". Lui si è definito "il facchino della Divina Provvidenza" e con altri simili epiteti con cui confessava la sua sconfinata fiducia Dio e la volontà di essergli umile servitore.
Ignazio Silone l'ha paragonato a Trotzkij, perché "Trotzkij non fu il socialista del sabato sera e Don Orione non fu il prete della domenica mattina". Douglas Hyde gli ha dedicato una biografia dal titolo "Il bandito di Dio". Di Don Orione, il letterato Don Giuseppe De Luca ha detto che "era un uomo in stato permanente di ebbrezza spirituale".
Pio XII alla sua morte, avvenuta il 12 marzo 1940, l'ha definito "padre dei poveri e insigne benefattore dell'umanità dolorante e abbandonata".
Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 26 ottobre 1980, presentandolo alla Chiesa come "una meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana", "fu certamente una delle personalità più eminenti di questo secolo per la sua fede cristiana apertamente vissuta", "ebbe la tempra e il cuore dell'Apostolo Paolo, tenero e sensibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all'ardimento, tenace e dinamico fino all'eroismo".
Il 7 luglio 2003, un Decreto pontificio ha riconosciuto un altro miracolo attribuito alla sua intercessione. Un uomo, Pierino Penacca, nel 1991, demolito da un devastante e irrimediabile tumore ai polmoni, ha ripreso vita, rapidamente e senza alcuna cura, grazie alle preghiere rivolte a Don Orione che egli aveva conosciuto in gioventù.
Giovanni Paolo II, durante il Concistoro del 19 febbraio 2004, ha annunciato la sua canonizzazione come santo della Chiesa universale;  la solenne cerimonia in Piazza San Pietro sarà celebrata il 16 maggio 2004.
La santità di Don Orione ha suscitato e continua a generare fama e devozione nei fedeli, imitazione e sequela nei discepoli. Resta vivo il suo carisma, il suo impulso spirituale. “Solo la carità salverà il mondo. Tutto il Vangelo è qui: vedere e servire Cristo nell’uomo. Con le opere della carità, portare i piccoli, i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per Instaurare omnia in Cristo”.

Mossi dai medesimi ideali, molti seguaci di Don Orione, religiosi, suore, sacerdoti, eremiti, laici hanno prolungato da oltre cento anni i prodigi della Divina Provvidenza a favore dei fratelli più svantaggiati e bisognosi, donando “col cibo del corpo il divino balsamo della fede”.
La Piccola Opera della Divina Provvidenza, fondata dal novello santo, è presente oggi in oltre trenta nazioni del mondo. Comprende le Congregazioni religiose dei Figli della Divina Provvidenza (1100), delle Piccole Suore Missionarie della Carità (900), l'Istituto Secolare Orionino (170) e un vasto Movimento Laicale Orionino che irradia nel mondo, soprattutto tra i più poveri, lo spirito e i progetti di bene del Fondatore.

Tra gli ultimi sviluppi, sono da ricordare le recenti aperture di Piccolo Cottolengo nella periferia di Manila (2001) e di Città del Messico (2003) e quella prossima di Bucarest (2004) e di Fortaleza (2005). Nell’ultimo anno sono state raggiunte nuove frontiere missionarie: a Maputo (Mozambico), con l’impegno di aprire un centro per ragazzi mutilati dalle mine che infestano il territorio dopo 30 anni di guerra ininterrotta; a Porto Velho (Amazonia, Brasile), a Baga (Togo), ad Antsofinondry (Madagascar) con un Liceo popolare. Nuove opere anche in Europa orientale, a L’viv in Ucraina e a Lahiszyn (Bielorussia) con  una casa di misericordia per persone sole e povere e un santuario.
In Italia, le comunità orionine sono impegnate soprattutto nella riqualificazione e spesso nella riconversione delle proprie opere per rispondere alle nuove esigenze di servizio. Tra le ultime aperture ci sono la casa per anziani di Toscolano Maderno (Brescia) e la Casa di accoglienza per extracomunitari di Messina. Fenomeno nuovo è l’impegno diretto e autonomo nella gestione di nuove iniziative da parte di associazioni laicali orionine: le case di accoglienza di Bologna e di Firenze, quelle per ragazzi in difficoltà a Genova-Bogliasco e a Magreta; l’associazione Aina invece gestisce a Roma una casa famiglia per il reinserimento di ragazze che provengono dalla prostituzione o dal carcere.
Continua ad essere attuale ed efficace la lezione di Don Orione: “le opere di carità sono fari di fede e di civiltà”; “la carità è la migliore apologia della fede cattolica”, “la carità apre gli occhi della fede e riscalda i cuori di amore verso Dio”.