Cerca
Login
ULTIME NOTIZIE
| SUSSIDIARIETA' E... ISTRUZIONE e FORMAZIONE PROFESSIONALE |
|
|
|
|
SUSSIDIARIETA' E... ISTRUZIONE e FORMAZIONE PROFESSIONALE Venerdì 16 settembre 2011 ore 18,00 Teatro Sperimentale- Pesaro
Una esperienza della tradizione educativa del Don Orione prof. Roberto Giorgi - Ente Nazionale Don Orione - Fano
Ringrazio gli organizzatori dell'iniziativa per avermi invitato e dato l'occasione per presentare l'esperienza del Centro di Formazione Professionale Don Luigi Orione di Fano. Saluto le autorità presenti e i relatori convenuti. La mia breve relazione prende in esame la lunga esperienza educativa che proprio a Fano è sorta fin dalla fine dell'ottocento. Il contesto sociale era dei più difficili. Quale l'idea all'origine dell'opera educativa in Fano? Quella che hanno, in un momento di grandi trasformazioni sociali, politiche, economiche e di altrettanta incertezza nelle coscienze personali, come è il periodo che va dalla costituzione del Regno d'Italia (1861) al sorgere del Novecento, alcune figure di religiosi e laici impegnati quando decidono di occuparsi dei bisogni materiali e spirituali delle nuove classi sociali formatesi quale conseguenza di un progressivo processo di industrializzazione. Fu proprio Francesco Masetti, soprannominato dai fanesi "el canonic", il canonico, cooperatore salesiano, parroco del Duomo di Fano, colpito dall'esempio di Don Bosco a dare avvio a Fano ad una serie di opere a vantaggio dei giovani: l'istituto di arti e mestieri con il coinvolgimento degli artigiani del posto e poi l'oratorio e ricreatorio, con l'istituzione del teatro, cinematografo, fanfara, circolo, società di mutuo soccorso contro l'usura dilagante. L'unificazione dell'Italia, accanto al faticoso formarsi di una organizzazione statale, la divisione della società in classi accentuata dagli effetti negativi della rivoluzione industriale, le polemiche verso la Chiesa e l'anticlericalismo, anche dopo la caduta dello Stato Pontificio, il senso diffuso di insoddisfazione e di malessere spinse personaggi famosi quale Don Bosco a Torino e personaggi meno famosi come Don Masetti a Fano ad iniziative eroiche a favore dei giovani. Per tutti costoro alla base una forte convinzione. Lo stesso Don Bosco scrive: "la porzione dell'umana società su cui sono fondate le speranze del presente e dell'avvenire, la porzione degna dei più attenti riguardi, è senza dubbio la gioventù. Se la gioventù sarà rettamente educata, vi saranno ordine e moralità; al contrario, vizio e disordine. Io ho consacrato tutta la mia vita al bene della gioventù, persuaso che dalla sana educazione di essa dipende la felicità della nazione. Per questi giovani orfani, abbandonati, farò qualunque sacrificio: anche il mio sangue darei volentieri per salvarli". E Francesco Masetti a Fano da il via ad opere educative con quella capacità di comunicazione che coinvolge un'intera città. Egli scrive: "Facciamo molto e ovunque mi saltano agli occhi opere bellissime. Si fanno funzioni, prediche, conferenze, accademie, si pensa anche ai bisogni temporali con l'intuizione di Sindacati, di Società di Mutuo Soccorso, e di Banche di Credito, e chi più ne ha, più ne metta. Oh! Quante cose belle! E per i fanciulli che cosa si fa? Salviamo i fanciulli!" Il germoglio lasciato da Don Masetti non muore con lui, troverà in Don Gentili, negli anni Venti un sostenitore formidabile e poi dal 1930 la presenza a Fano di San Luigi Orione. Egli proseguirà quell'intuizione del Masetti, sperimentata alla Scuola torinese di Don Bosco. Nel progetto del Masetti prima e dei successori poi fino a Don Orione c'è costantemente una sintonia profonda, antica e sempre nuova con la città di Fano e i suoi abitanti. Una azione di bene che ha sedimentato, è entrata per generazioni di generazioni dentro quella cultura solidale; ha visto la città coinvolta, partecipe dei benefici di accoglienza, formazione, educazione, responsabilità. Nel manifesto-progetto con il quale si istituirono le nostre opere si leggeva: "queste opere, sono affidate alla Provvidenza, vivono di carità pubblica". Anche oggi due sono i binari che sostengono e conducono ogni nostra azione: (1) la persuasione che è l'educazione la "chiave" per rendere più "a misura d'uomo" la propria città. E l'educazione non significa semplicemente istruzione, informazione, formazione, non solo, ma attribuzione di prospettiva, proporre una prospettiva. E' opportuno un atteggiamento profetico per l'educatore/insegnante, un atteggiamento "ponte" per offrire "accessi" su spazi di libertà e di cammino alla vita, di conoscenza della vita, di ipotesi di felicità. (2) L'altro binario è la presa di coscienza del momento storico di bisogno nel quale i giovani si trovano Ciò conduce sempre ad una scelta preferenziale per chi si trova più in difficoltà. In tal senso l'opera educativa del Don Orione di Fano ha accolto e accoglie giovani, proponendo loro percorsi di istruzione e formazione professionale. Il nostro Centro di Formazione Professionale è stato ufficialmente aperto al pubblico e riconosciuto dal Ministero del Lavoro nel 1953, ha sempre operato nell'ambito della formazione professionale, sistema educativo diverso da quello dell'istruzione. Con la nascita delle Regioni italiane (nel 1970) ha continuato la sua attività in collaborazione con la Regione Marche quando il sistema della formazione professionale è stata materia di delega dallo Stato centrale a competenza regionale. Oggi il nostro Centro fa parte del gruppo dei Centri di Formazione dell'Opera Don Orione presenti in 10 regioni italiane e guidati dalla sede nazionale. La nostra esperienza educativa è stata da sempre rivolta a tutti quei giovani che, con forti difficoltà nell'apprendimento, vengono indirizzati nelle nostre strutture. In tal senso il Don Orione di Fano rappresenta per la città e per la valle del Metauro e del Cesano un forte presidio culturale, di cultura del lavoro. Dal secondo dopoguerra ad oggi ben oltre 10 mila giovani si sono qualificati nei settori elettrico, meccanico, elettronico-informatico. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di giovani capaci, con un buon grado di apprendimento ma con una pessima esperienza scolastica. Talvolta tale disagio è indotto da un sistema poco motivante. Molti dei nostri giovani sono ragazzi con una capacità di apprendimento induttivo, una intelligenza pratica, Don Bosco avrebbe detto:"con l'intelligenza nelle mani", non capiti da un sistema educativo che premia un apprendimento di tipo deduttivo emarginando quello induttivo. Talvolta si tratta di giovani con disagi familiari, ambientali, disturbati e disorientati e per i quali è necessario valorizzare quella motivazione legata al sogno per un lavoro, un progetto di vita, il bisogno di emancipazione, di successo. La nostra scuola si è fortemente specializzata su alcuni aspetti educativi: l'accoglienza, la motivazione e ri-motivazione, l'orientamento in ingresso, in itinere e l'accesso al mondo del lavoro. In tal senso forte è stata la didattica di tipo modulare fin dai primi anni ottanta. Così come di grande rilievo l'esperienza di tirocinio e alternanza scuola-lavoro che sperimentiamo fin dal 1982. Tali esperienze sono state mutuate più tardi anche dal sistema dell'istruzione. La nostra identità culturale si basa sul significato forte di comunità educativa fondata sul valore della famiglia e in un ambiente familiare. Il metodo che carismaticamente utilizziamo è quello della tradizione educativa di Don Orione "paterno" e "cristiano". Dopo una attenta analisi della situazione e del contesto locale nel 2000, con l'innalzamento dell'obbligo scolastico al quindicesimo anno d'età e il divieto da parte della Regione Marche di far accedere i giovani al sistema della formazione il nostro Centro ha rischiato la chiusura. Illuminante è stata allora la scelta di utilizzare quell'ampio spazio di istituto che un tempo ospitava il Collegio e che da decenni era in stato di abbandono. Si aprì un Istituto Tecnico Industriale. Ciò ha rilanciato la nostra proposta educativa permettendo a chi intendeva non rinunciare alla F.P. la permanenza per un anno presso l'ITI per poi transitare alla F.P.. Inoltre tale scelta ha consentito lo sviluppo di una offerta alternativa e complementare a quella del Centro di formazione professionale "sdoganando" il nostro Centro dal pre-giudizio che esso potesse rivolgersi solo a chi vivesse nel disagio, restituendo quella dignità e normalità che merita ogni percorso di formazione professionale. Dall'anno scolastico 2010/2011 presso il nostro Centro di Formazione Professionale sono presenti percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Dopo anni di assenza di tale percorso nelle Marche e di disconoscimento del diritto ai giovani di accedere alla IeFP, la Regione ha finalmente riconosciuto tale priorità a fronte di un disagio giovanile in crescita e del grave problema della dispersione scolastica e formativa. Un plauso particolare va a questa amministrazione regionale, al suo assessore, il dott. Lucchetti, che negli ultimi due anni ha stabilito nella lotta alla dispersione scolastica e all'avvio dei percorsi IeFP una priorità regionale. L'uscita di linee guida sul sistema IeFP e degli accordi siglati ha permesso la valorizzazione delle strutture presenti nella regione e da sempre operanti nella direzione di un recupero e contrasto alla dispersione scolastica. Oggi il nostro Campus scolastico vede coinvolti nel settore della Formazione Professionale 100 giovani, 2 percorsi triennali IeFP in Operatore alla Riparazione dei Veicoli a Motore per complessivi 50 ragazzi, 3 corsi annuali OF per circa 50 giovani fuori dall'obbligo di istruzione nei settori Addetto Impianti Elettrici, Elettrauto, Riparatore Macchine Utensili. Di prossima partenza i percorsi biennali. Nell'ambito del Campus su altro settore quello dell'Istruzione Tecnica e Professionale sono coinvolti circa 200 giovani. L'Istituto Tecnico Industriale con indirizzo maccanico, meccatronico, informatico (5 classi) per 140 allievi e l'Istituto Professionale Industria e Artigianato con il settore manutenzione e assistenza tecnica (tre classi) per 60 alunni. Cosa spinge un Ente come il nostro a scommettere su ambiti così impegnativi? Impegnativi perché faticosa l'azione educativa sempre difficile e più complicata, meno semplificato il rapporto con l'amministrazione pubblica, più complesso oggi l'approccio metodologico rispetto a ieri, impegnativa la gestione amministrativa complessiva, faticoso il mantenimento del parco macchine, l'adeguamento tecnologico rispetto l'innovazione, impegnativo il mantenimento del rapporto con aziende-stage, più difficile l'inserimento occupazionale dei giovani soprattutto in questo periodo. Con le parole di Natalia Ginzburg vorrei esprime la convinzione che l'educazione "è forse l'unica reale possibilità che abbiamo di riuscir loro [ai figli] di qualche aiuto nella ricerca di una vocazione, avere una vocazione noi stessi, conoscerla, amarla e servirla con passione: poiché l'amore alla vita genera amore alla vita" (Natalia Ginzburg).
Grazie per la pazienza con la quale mi avete ascoltato. |



